24 Mag 2019

Il Manager Coach – le domande da non fare

Molte aziende oggi hanno compreso l’importanza di avere manager in grado di ingaggiare le persone, per renderle produttive ed autonome. I loro manager devono diventare Coach e manager, per potere essere anche più liberi di perseguire i complessi obiettivi aziendali mentre i loro team, grazie alla loro leadership, risolvono problemi, trovano soluzioni e migliorano processi. “Fare domande” però non è sufficiente: occorre stare attenti a quali domande si pongono. Ne vediamo alcuni tipi da non fare, perché hanno il risultato contrario rispetto a quello che desideriamo. 

  • Domande con il perché: “perché lo hai fatto così?” O ancora peggio “Perché non hai fatto come ti ho detto?” Una domanda con il perché stimola le difese della persona, che tenterà di giustificarsi in ogni modo. Non si riceve quindi una risposta vera, ma una “corretta”, che non serve a nulla se non a rovinare il rapporto di fiducia da entrambe le parti. 

  • Domande su azioni passate: “Cosa hai fatto ieri?” “Lo hai fatto?” “Hai detto a Carlo di farlo?” Sono domande inquisitorie che spesso servono solo a fare giustificare la persona. Vero, a volte bisogna ricercare la causa di un problema, ma allora facciamo domande sul processo. “Cosa ha funzionato?” “Cosa non ha funzionato?” “Cosa hai fatto che non ha portato il risultato che volevi?” In questo modo ci prepariamo a fare domande al futuro, che sono il vero motore del cambiamento: “Cosa farai di diverso adesso per raggiungere il risultato che vuoi?”

  • Domande ad “agenda nascosta”: sono le domande che nascondono un’intenzione, che però la persona intuisce, portandola quindi a chiudersi. “Cosa hai fatto?” “Hai sistemato la vetrina come ti dicevo?” Possono essere viste come domande di analisi per comprendere la situazione, ma ancora una volta, se poi il risultato è quello di dire “ti avevo detto di sistemare la vetrina in questo modo!” Significa che la domanda che ho fatto era solo preparatoria alla “sgridata”. Questo la persona spesso lo intuisce e quindi inizierà una lunga discussione su cosa è successo che le ha impedito di fare la vetrina come volevamo noi.  

Fare domande va bene, ma è molto meglio fare domande con uno scopo preciso: quello di migliorare una situazione, o lo stato di una persona, e non trovare un colpevole o analizzare un passato in modo sterile. 

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