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Quando non riusciamo a dire di No – le nostre regole interne
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Nei primi anni di attività, tra le varie strategie di marketing, ne abbiamo provata anche una profondamente inefficace per il mondo della consulenza: le chiamate a freddo. Quando arrivava un sì per un appuntamento era una festa: “se sono disposti a vederci, sono quantomeno interessati al prodotto!” ci dicevamo. Tuttavia, mi resi presto conto di una stranezza: uomini e donne, manager di grande esperienza, che trattavano l’appuntamento come un dente da togliere: prima facciamo, meglio è. Dato che accadeva con una certa frequenza, prima di abbandonare questa pratica, chiesi ad un manager: perché ha accettato di vederci? “Mi dispiaceva dirle di no” è stata la risposta. Molti manager di esperienza preferivano usare mezz’ora del loro tempo, piuttosto che dire NO al telefono, tra l’altro ad uno sconosciuto. Questa incapacità è sfruttata anche dai call center che bombardano di telefonate le persone, alla ricerca di chi non riesce a dire di NO.

I NO che potrebbero regalarci opportunità sono tutti intorno a noi: un prodotto che continuiamo a tenere, anche se dovremmo eliminarlo. Un comportamento che continuiamo a sopportare, anche se questo avvelena il team. Un appuntamento che non ci interessa, una partnership che non è fruttuosa e che si protrae per troppo tempo.

Non sappiamo dire NO perché odiamo perdere qualcosa, anche se per noi è una zavorra: molti di noi rimangono al cinema a vedere un film fino alla fine, anche se comprendono che non ne vale la pena. Non sappiamo dire NO anche perché abbiamo paura di non essere più stimati, o accettati, oppure che quel NO chiuderà una porta che non si riaprirà.

Un Leader in azienda che non è in grado di dire NO non è apprezzato, perché si vive in uno stato di perenne incertezza: se tutto va bene, cosa non va? Se dopo l’ennesimo SI alla fine ti rendi conto che devi per forza dire NO, qual è il metro di giudizio? Chi primo arriva meglio alloggia?

Spesso non abbiamo il NO pronto, oppure tentenniamo, perché non abbiamo regole interne chiare e cristalline su quello che è accettabile o meno. Come sempre l’efficacia parte da noi stessi e non dall’esterno: evitare di rispondere al telefono o a quella richiesta non risolverà il problema.

Chiarire delle nostre regole interne ci danno l’opportunità di chiarire ancora una volta chi siamo, chi vogliamo essere, dove siamo e dove vogliamo andare. Consapevolezza del presente e del futuro e soprattutto consapevolezza delle zavorre che non siamo più disposti a trascinarci dietro.

La creazione di regole interne parte dalla visione di noi stessi, della nostra azienda, del nostro percorso, chiarendo quale strada vogliamo percorrere e, quindi, quale strada non possiamo percorrere più. Un piede in due scarpe non funziona mai.

Prendersi del tempo per riscoprirci sulla nostra strada e chiarire cosa vogliamo e cosa è efficace ci permette poi di chiarire anche le seguenti regole:

Cose che non accetterò più. Comportamenti tossici, appuntamenti inutili, progetti poco funzionali, decisioni che portano problemi. Nominare singolarmente ognuna di queste cose ci permette di chiarirci, veramente, cosa eviteremo, d’ora in poi, sulla nostra strada.
Cose che mi lascerò indietro. Una cosa è non accettare il nuovo: una cosa è toglierci quello che abbiamo già. Prendersi del tempo per osservarci ci permette di guardare alle tante piccole e grandi zavorre che abbiamo come individui, manager, team. Ce le portiamo dietro perché siamo abituati, perché odiamo il cambiamento, perché detestiamo lasciarci indietro cose che, ci illudiamo, potrebbero darci un giorno un’opportunità. Invece abbandonare quelle zavorre ci permette di riprendere il viaggio molto più leggeri e pronti a rimettere nello zaino quello che è veramente importante.
Cose a cui dirò sempre di SI. Le regole sul NO non sono complete senza il suo opposto: sappiamo adesso cosa non vogliamo, ma cosa vogliamo veramente in questo momento? A volte diciamo di “SI” a qualcosa perché non vogliamo dire “SI” ad una decisione molto più efficace, ma anche emozionalmente più difficile. Se mi riempio l’agenda e la mente, non devo affrontare quello che veramente mi aiuterebbe ma che per me rappresenta un grosso cambiamento. Comprendere quali SI dobbiamo dire in questo momento per essere chi vogliamo essere e seguire la nostra strada è importante. Crea un flusso continuo, estremamente efficace e vitale, di NO che creano opportunità per SI decisivi. Abbiamo tutti dei SI difficili che dovevamo dire da tempo. È il momento di farlo.

Quando le regole sono chiare, tutto è più facile, trasparente, cristallino. Conosciamo meglio noi stessi e chi dipende dalle nostre decisioni sa esattamente che si può fidare ciecamente e vede la strada. Non ci sono più movimenti erratici e decisioni poco chiare: un flusso di NO zavorre e SI opportunità ci regalerà nuovi spazi, grandi vantaggi, crescita senza precedenti. Soprattutto, ci regalerà la leggerezza del cammino e la lucidità di prendere le decisioni veramente importanti per noi.