23 Set 2019

Una domanda per unire due team

Una delle sessioni di Team Coaching più frequenti che chiedono le aziende è quella in cui 2 o più team che non collaborano, o che addirittura hanno agende e metodi completamente opposti, si ritrovano nella stessa stanza per parlarsi. 

Una domande che spesso utilizziamo come kick off della giornata è questa:

“tu cosa faresti al mio posto?” 

Di solito succede che due team si ritrovino ai ferri corti perché, pur dovendo collaborare, hanno obiettivi completamente diversi e a volte contrastanti. Un esempio molto comune è il team vendita e il team sviluppo di un’azienda. Il team vendita ha come obiettivo quello di firmare quanti più contratti possibile, a volte non rendendosi conto che le concessioni che danno ai clienti mettono in difficoltà chi dovrà poi offrire quel prodotto. Allo stesso tempo, gli sviluppatori sono sempre in “laboratorio”, con gli occhi puntati sul computer o sulla macchina e non si rendono conto della realtà con cui devono convivere i venditori: sempre più clienti desiderano personalizzazioni dai prodotti o dai servizi che vendiamo ed è quindi difficile vendere prodotti completamente standardizzati. 

Quello che accade è che i due team creano un conflitto sommerso in cui i rapporti si incancreniscono e l’azienda ne soffre, perché i membri dei due team si mettono i bastoni tra le ruote da soli. 

Con questa domanda, iniziamo ad allenare i due team a pensare con la testa dell’altro. Quando facciamo questa domanda ad un team – cosa faresti tu al posto loro? – di solito si generano risposte che non sono poi applicabili nella realtà. In questo esercizio quindi le persone comprendono la distanza tra quello che pensavano fosse possibile e quello che accade realmente. I team, insomma, iniziano a conoscersi e soprattutto a vedere il mondo con gli occhi degli altri. 

In seguito, li mettiamo nei panni degli altri, facendo provare loro il lavoro del team “avversario”: solitamente questi sono momenti di profonda consapevolezza, perché vivono in prima persona le difficoltà che affrontano le persone dell’altro team. 

Un team coaching sicuramente sfidante ma che dà tante soddisfazioni e che produce grandi risultati in termini di collaborazione e costruzione di nuovi processi. 

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